MUSICISTI


ALMA SWING
Lino Brotto (chitarra principale)
Mattia Martorano
(violino)
Andrea Boschetti
(chitarra ritmica)
Beppe Pilotto
(contrabbasso)
 
Hot Jazz, French-American Swing & Jazz Manouche: così si presentano gli Alma Swing quando vogliono raccontare la loro musica. Dieci anni "suonati" di attività, oggi sono una realtà di riferimento dell'hot jazz di tradizione europea. L'incontro, per Alma Swing, sta esattamente nel melting pot di stili musicali diversi: mescolano lo swing parigino-americano degli anni Trenta con l'atteggiamento della musica che nasce dal folklore, in particolare quello manouche.
Silhouette rétro e tradizionale organico acustico sono caratteristiche dell'ensemble che interpreta con personalità una musica che tra i mentori ha il grande Django Reinhardt e tutta l'esperienza artistica che ne è seguita. Gli Alma Swing si sono rivelati al "Porsche Live - Giovani e Jazz" nel 2005, premiati di fronte ad una giuria presieduta da Paolo Fresu e patrocinata da Musica Jazz. Per quest'ultima rivista l'ensemble ha partecipato alla realizzazione di un cd live, cui è stata dedicata una tiratura straordinaria di 25mila copie. Oggi Alma Swing conta su una lunga lista di illustri collaborazioni, un'importante attività discografica e continue partecipazioni a festival e rassegne in tutta Italia ed Europa.

Cena a buffet 15 euro, a seguire concerto
prenotazioni: info@jazzareametropolitana.com / mob.: +39 327 4610693
 


TOMMASO TRONCON BERLIN QUARTET
Tommaso Troncon (sax tenore e soprano)
Giulio Scaramella
(pianoforte)
Louis Navarro
(contrabbasso)
Mario Würzebesser
(batteria)

Tommaso Troncon viene da una lunga esperienza di studio in California e nella capitale tedesca: in questo progetto l'incontro avviene nel nome della capitale tedesca, dove Tommaso riunisce i giovani Giulio Scaramella e Louis Navarro e il berlinese Mario Würzebesser, docente e ideatore del progetto Berlin Drum Company.
Mosso da esigenze artistiche di spiritualità e circondato da compagni di cammino  particolarmente sensibili, Troncon conduce la sua ricerca sonora verso risultati intensi, di una musica ricercata e avventurosa. Con il quartetto - con il quale condivide gli incontri di studio e di prove in terra tedesca - propone un repertorio di brani originali e un paio di sofisticati ri-arrangiamenti di pezzi che spaziano dal jazz tradizionale al più progressivo jazz contemporaneo.



 
MAX TRABUCCO TRIO - presentazione del cd LOVE SONGS (artesuono, 2018)
Giulio Scaramella (pianoforte)
Mattia Magatelli (contrabasso)
Max Trabucco (batteria)


Dopo l’esordio discografico da leader nel 2016 con il progetto “Racconti di una notte” (Abeat Records) il batterista e compositore trevigiano Max Trabucco presenta "Love Songs", il nuovo lavoro discografico, pubblicato lo scorso 30 aprile e registrato da Artesuono di Stefano Amerio.
Nel disco di Max è l'amore a simboleggiare l'incontro, inanellando una serie di affreschi sonori che ripercorrono in modo singolare alcuni passi della letteratura musicale.
"Love Songs" è un omaggio all'immaginario dell'amore. Da "Traumerei" di Schumann a "Nature Boy" di Nat King Cole, passando per il più diversificato repertorio afroamericano e diversi brani originali, il leader del quartetto arrangia e compone, dipingendo il sentimento ispiratore per eccellenza con un linguaggio personale e innovativo, per un lavoro che trasuda freschezza, spontaneità e sincero entusiasmo.

BONORA SEXTET
Francesco Giustini (tromba e flicorno)
Leonardo Rosselli (sassofoni)
Daniele Bartoli (chitarra)
Alberto Lincetto (pianoforte)
Alberto Zuanon (contrabbasso)
Stefano Cosi (batteria)


La quintessenza dell'incontro è il sestetto Bonòra, di recente formazione, che vede musicisti provenienti da Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Marche. Le loro strade si sono incontrate nelle aule del Conservatorio di Rovigo. Il gruppo condivide da subito le affinità compositive e un interplay spontaneo e sensibile. La musica originale e una personale ricerca timbrica sono al centro della musicalità dei Bonòra. I brani autografi trovano nuova forma negli arrangiamenti e nelle reciproche ricerche di tutti i componenti dell'ensemble. La formazione debutta nel 2017 con un concerto al Venezze Jazz Festival, presentando per la prima volta brani di propria composizione ed arrangiamenti di alcuni standard. Successivamente arrivano in finale al "Premio Nazionale delle Arti" di Milano, dove si fanno notare da una prestigiosa giuria composta da Dave Douglas, Tullio De Piscopo e Luca Conti.

OQ "Original Quartet"
Gianmarco Scaglia (contrabbasso)
Simone Gubbiotti (chitarra)
Mirko Pedrotti (vibrafono)
Matteo Giordani (batteria)

 
Incontro significa proprio collettivo, nel caso di "Originals": un insieme creativo di artisti, un progetto stabile nato grazie all'Associazione Valdarno Jazz, dall'idea del contrabbassista Gianmarco Scaglia in seguito condivisa da Simone Gubbiotti e Mirko Pedrotti. Si tratta di un omaggio all’interplay, una sorta di autoritratto a metà tra ragione ed istinto, tra rigore e libertà in un fluire di emozioni che si irradiano da un repertorio il cui unico desiderio resta quello di comunicare. In questo scorrere di energie ed idee, di volta in volta, il nucleo della  formazione si apre a nuovi ospiti e diverse collaborazioni:
"Originals" è un'esperienza unica nel panorama jazzistico europeo. Il repertorio è formato da composizioni originali dei componenti del gruppo e si amplia verso ricerche sonore di composizioni di autori contemporanei.
L'energia dei quattro artisti genera un ampio spettro emotivo: con leggerezza, creatività, work in progress, tutti contribuiscono alla progressione sonora, armonica e ritmica delle performance, in una sorta di quadro ora naïf, ora impressionistico o estemporaneo.


KOBLINSKY E DI BONAVENTURA
Krzysztof Kobilinsky (pianoforte)
Daniele Di Bonaventura (bandoneon)


Un viaggio nel tempo e nello spazio, dove ad incontrarsi sono ancora una volta i generi: la musica di questo energico duo si libra attraverso la classica, il jazz e la musica etnica. Variazioni di pianoforte jazz e bandoneon, all'ombra dell'anima del tango che vale la pena ascoltare. Daniele di Bonaventura è nato a Fermo, ed è compositore, arrangiatore e pianista oltre che bandoneonista e dall'inizio della sua carriera musicale è affascinato dall'improvvisazione musicale. Ha studiato musica classica, e all'età di otto anni, ha imparato a suonare il pianoforte, violoncello, ma anche come dirigere un'orchestra. La gamma delle sue attività musicali si estende dalla musica classica alla musica contemporanea, attraverso il jazz, il tango, la world music, il teatro, il cinema e la danza. Anche Koblinsky (polacco, classe 1952) è un artista di un eclettismo formidabile: compositore, pianista, autore di molti lavori discografici e progetti tra musica jazz, etnica, neoclassica ed elettronica. Ideatore e direttore artistico del PalmJazz Festival e del Jazowia Centre, entrambi a Gliwice (Polonia). Tra le decine e decine di collaboratori che hanno suonato con lui o hanno interpretato le sue musiche sono anche Ralph Alessi Quartet, Bill Evans, Paolo Fresu, Richard Galiano, Trilok Gurtu, Gary Husband, Bireli Lagrene, Branford Marsalis ...
Nel gennaio 2017 i musicisti hanno registrato insieme un materiale composto dalle composizioni di Krzysztof apparse sul CD. Si possono trovare classici assoluti come "Pink Year", "Fort Leen" e "Impression D-major".


DOGWOOD DUO - presentazione del cd "Hecate's Hound"
Nico Soffiato (chitarra)
Zach Swanson (contrabbasso)


Il duo di Soffiato e Swanson incontra nusica.org in occasione del dodicesimo cd dell'etichetta discografica. "Ambientato" a Brooklyn, NY (dove lavorano i due musicisti) Hecate's Hounds è l'album di debutto del duo.
Profonda ricerca timbrica, escursioni tra il jazz più puro e la musica improvvisata, brani originali composti appositamente per la produzione discografica, sono al centro del lavoro di Dogwood.
Hecate’s Hounds è un lavoro introspettivo, che lascia grande spazio a momenti di lirismo e di meditazione e si lancia con curiosità in direzioni ed ambienti musicali diversi. Molti momenti sono evocativi o rimandano ai paesaggi sonori dei più diversi ambienti, come le foreste orientali o i cupi angoli delle metropoli; altri sono piuttosto ricerche di nuove formule armoniche, viaggi nelle strutture classiche del jazz o ancora vere e proprie esplorazioni delle diverse modalità di improvvisazione.


ROBERTO OTTAVIANO - GRIÓTS
Roberto Ottaviano (sax Soprano)
Pasquale Mirra (vibrafono)
Giovanni Maier (contrabbasso)
Bernardo Guerra (batteria)


Prendiamo in prestito, senza esitazioni, le parole di Roberto Ottaviano, leader del progetto, che ci spiega l'incontro dei Griots che insieme a lui scrivono questo progetto
"Il Jazz, la musica improvvisata, in genere quelle esperienze che coniugano la scrittura e la libertà creativa godono il privilegio di affrancarsi dal rigido ruolo riservato agli orchestrali, per godere appieno della magia dell’incontro. È su questo terreno che, attraverso le individualità, si riesce a definire un percorso, una mappa, un racconto che trova il suo valore nello scambio che non dovrebbe mai essere mai la somma degli elementi ma la presenza di questi in un diario aperto.
In più c’è da considerare la faccenda del suono. In questo specifico caso i miei archetipi personali certamente vanno ai gruppi di McLean con Hutcherson, ma ancora prima a quei concerti al Cafè Montmartre di Copenaghen con Karl Berger, Don Cherry, Gato Barbieri prima e Steve Lacy dopo, J.F.Jenny Clarke ed Eddie Blackwell di cui purtroppo abbiamo scarsissime tracce.
Un suono che è capace di coniugare un cuore pulsante africano insieme alla sensibilità visionaria europea. Un suono in cui le scie combinate del sax soprano e del vibrafono, si interpolano con la legnosità ed il magma generato da contrabbasso e batteria, il tutto sulla dinamica dello spazio e del tempo che attraversa e supera il concetto di swing per incrociare una più ampia ed inclusiva idea di groove. Pasquale Mirra, Giovanni Maier, Bernardo Guerra, non potevo incontrare migliori Griòts".



THE WIRE TRIO
Luca Mannutza (pianoforte)
Lorenzo Conte (basso)
Anthony Pinciotti (batteria)


Il trio dove Italia e America s'incontrano è già noto alle scene per aver suonato al fianco di due dei più accreditati sassofonisti dell'area Newyorkese: Joel Frham e Chris Cheek. La passione per il jazz made in New York è il comune denominatore che ha spinto i due musicisti Italiani ad incontrare e fare musica con Anthony Pinciotti, che ha collaborato, tra gli altri, con Joe Lovano, Jim Hall, James Moody per citarne alcuni. Mannutza oltre alle collaborazioni con Fabrizio Bosso e gli High Five, ha suonato in tutto il mondo sia come accompagnatore che come leader. Il contrabbassista Lorenzo Conte, da molti anni sulla scena con musicisti d'oltre oceano, vanta collaborazioni con Lee Konitz, Steve Grossman, Bob Sheppard, e per dieci anni è stato un membro del trio di Eliot Zigmund, batterista di Evans. Un sound che mescola luminosità americana e fantasia italiana sfocia in un repertorio composto da brani originali e arrangiamenti di famosi standard presi dal grande repertorio di Broadway.



ADA MONTELLANICO - Abbey's Road
Ada Montellanico (voce)
Filippo Vignato (trombone)
Jacopo Ferrazza (contrabbasso)
Ermanno Baron (batteria)
featuring Giovanni Falzone (tromba)

 
Un progetto appassionato, travolgente quello di Ada Montellanico, una delle migliori artiste del panorama nazionale: personalità di grande forza, da sempre impegnata in progetti unici (a cominciare dalle ricerche e reinterpretazioni di Luigi Tenco), continua a dedicarsi a temi monografici di grande spessore. Abbey's Road è l'incontro tra l'arte e la storia, l'arte e la società civile; tra la musica e la ribellione. In questo ultimo lavoro discografico Ada omaggia Abbey Lincoln, esaltando la forza narrativa, il carattere africano e la profonda trasgressività della figura leggendaria che si è fatta interprete del movimento del Black Power. La band che la accompagna è priva di strumenti armonici e ha un sound energico e coinvolgente, esaltato dagli arrangiamenti curati dal grande Giovanni Falzone. La Montellanico esplora la Lincoln autrice ed il suo lato di magnifica interprete di composizioni che hanno reso ricco quel panorama jazzistico, la cui musica ha rappresentato un forte messaggio per l’emancipazione del popolo nero. Gli arrangiamenti sono totalmente originali e tesi a restituire il senso profondo del repertorio di questa grande artista la cui dote è descritta ammirevolmente da Nat Hentoff come “capacità di diventare essa stessa parte di una canzone”. Abbey Lincoln è stata iniziatrice di una nuova strada del jazz vocale, idealmente vicina ad altre grandi artiste quali Billie Holiday e Nina Simone. Dagli anni ’60 a fianco di Max Roach, la sua carriera artistica è stata sempre accompagnata alla sua intensa attività in seno alla comunità nera, facendo sì che la sua musica diventasse cassa di risonanza nella denuncia delle discriminazioni razziali vissute dalla popolazione afroamericana.

ROSA BRUNELLO Y LOS FERMENTOS
Michele Polga (sax tenore, effetti)
Frank Martino (chitarra eletrica, live electronics)
Rosa Brunello (basso, synth)
Luca Colussi (batteria)


Dopo il debutto discografico "Camarones a la plancha", lodato all’unanimità dalla critica specializzata e dagli addetti ai lavori, seguito  dall'altrettanto apprezzato "Upright Tales", Rosa Brunello registra - per CAM Jazz - "Volverse. Live in Trieste" uscito lo scorso marzo e a Sile Jazz porta il nuovo progetto  "Electric Fermentos" accompagnata da un nuovo organico. Con queste parole la stessa Rosa racconta l'incontro materico generato dalla sua musica e il rapporto con i suoi compagni di viaggio:
"particelle della materia che sotto l’azione del fermento si muovono violentemente, si gonfiano e riscaldano, lottando per ricomporsi con un nuovo ordine. Particelle che si modificano, scompongono, sdoppiano in altre particelle simili ma diverse che a loro volta rivivono lo stesso percorso in un ciclo senza fine. Una metafora chimica per una musica alchemica, organica ed in continuo divenire.


D.O.V.E. Drums, Organ, Vibes Ensemble
Giovanni Perin (vibrafono)
Giulio Campagnolo (Organo hammond)
Andrea Davì (batteria)


D.O.V.E. (Drums, Organ ,Vibes Ensemble) è un incontro inusuale, una realtà tra le più innovative nel panorama jazzistico contemporaneo grazie al ricercato connubio sonoro dei tre singolari strumenti, vibrafono, organo Hammond e batteria, sino ad oggi non ancora utilizzati insieme nel panorama musicale europeo.
ll trio, che spazia dalle sonorità energiche e funky all'hard bop più raffinato, presenta composizioni originali dell’ensemble e ridipinge in chiave moderna ed innovativa alcuni tra i più bei capolavori del songbook americano.
Il loro primo lavoro intitolato “Where are you?” è un concept album uscito esclusivamente in vinile e digitale dalla grafica molto particolare: il disco è infatti un “Gioco dell’oca” musicale, i cui protagonisti sono proprio gli strumenti del gruppo e viene venduto assieme al dado da gioco.

ANDREA MARCELLI TRIO
Andrea Marcelli (batteria)
Marco Ponchiroli (pianoforte)
Alessandro Turchet (contrabbasso)


Ancora la capitale tedesca il punto di partenza di un incontro che si concretizza nell'Italia del Nordest: Andrea Marcelli è un batterista e compositore italo-americano, residente a Berlino, che da decenni  è cittadino del mondo (oltre che in Italia e Germania, è vissuto dodici anni tra Los Angeles e New York), ha portato le sue musiche con successo in cinque continenti, registrato decine di album con le migliori etichette del pianeta e ha collaborato dal vivo e in studio con artisti come Wayne Shorter, David Liebman, Bob Mintzer, Bob Berg, John Patitucci, Don Menza, Allan Holdsworth, Harold Land, Markus Stockhausen, Eddie Gomez e moltissimi altri. Lo affiancano Marco Ponchiroli, pianista veneziano dalla plurima formazione (ha radici classiche, ha suonato nel pop e ha una personalità jazz appassionata e lirica) e Alessandro Turchet, contrabbassista friulano, richiestissimo didatta e fine sperimentatore, con un fittissimo carnet di collaborazioni dal vivo e in studio.

Crociera nella Laguna di Venezia - partenza e arrivo: Portegrandi
SIDEWALK CAT QUINTET
Marco Papadia (chitarra)
Sofia Romano (voce)
Filippo Galbiati (pianoforte)
Filippo Cassanelli (contrabbasso)
Vincenzo Messina (batteria)

La crociera jazz è uno dei momenti più attesi del festival, dove ad incontrarsi sono degli elementi semplici, che scatenano una magica alchimia: il paesaggio della Laguna, la musica dal vivo a bordo del battello, i suoni dell'acqua che si mescolano alle voci del pubblico, le rive che si animano nel veder passare una "strana barca musicale".
L'incantesimo di quest'anno è affidato ai giovani: Sidewalk Cat Quintet è una compagine pugliese di fresca costituzione, fondata nel 2016 dal chitarrista e compositore Marco Papadia. In pochissimo tempo il progetto ha vinto il Tuscia in Jazz European Award 2016, è stata finalista al Fara Music Festival e si è aggiudicata e il New Italian Jazz Generation 2017. Con Emme Record Label hanno registrato "Unifit", il primo album presso la Tube Recording Studio. Con la stessa etichetta i giovani artisti si sono aggiudicati nel 2017 anche il bando "S'Illumina" di Siae, risultando vincitori della categoria New Italiana Jazz Generation.
"Tradizione ed avanguardia che si sposano dando vita a melodie evanescenti, a tratti psichedeliche, a tratti minimali, che sfociano spesso in sonorità più incisive dalle tinte rock" - spiegano gli stessi musicisti.  "Il progetto si presenta come un ponte tra passato e presente, collegando il linguaggio degli standard e della tradizione jazzistica con suoni distorti a tratti aggressivi, a tratti essenziali, tipici dei tempi moderni. Una band, dunque, che guarda al futuro senza dimenticare il retaggio musicale e culturale che hanno lasciato i grandi autori della storia del jazz". Una crociera verso il futuro del jazz, dunque, che il festival è ben felice di sostenere!

FLAMENCONTAMINA
Roberto Talamona (chitarra flamenca)
Toti Canzoneri (flauto traverso)
Lautaro Acosta (violino)
Tommy Bradascio (batteria - percussioni)
Mario Caccia (basso)
Francesco Perrotta (cajon - percussioni)
Flaviano Braga (fisarmonica)

Flamencontamina è l'incontro tra le antiche origini popolari della danza andalusa di fine Settecento con gli odierni linguaggi musicali, fatti anche di tecnologia e di improvvisazione; è l'incontro tra strumentisti creativi e pieni di energia che da vari anni e vario titolo gravitano nell’orbita della riscoperta dell'antico folklore dei paesi bagnati dal Mare Nostrum. Chitarra, basso acustico, un set percussivo ampio ed originale, flauto traverso, violino: ingredienti attraverso i quali flamenco, pop, jazz e blues si mescolano e danno vita ad un  vibrante escursione con idiomi ritmici molto coinvolgenti, ma anche aspetti di lirismo e magica poesia.
Flamencontamina è virtuosismo, orgoglio, affetto per un genere che sprigiona ogni emozione, perché rimanda alle radici comuni del Mediterraneo.


sostieni SILE JAZZ